Giornate Europee del Patrimonio: premiate le tesi su Oristano e il suo territorio

Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio si è svolta all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio nazionale dedicato alle migliori tesi di laurea, specializzazione e dottorato sul tema “Oristano e il territorio provinciale: archeologia, storia, storia dell’arte e architettura”, promosso dall’Antiquarium Arborense e dalla Fondazione Oristano per sostenere e valorizzare la ricerca scientifica sul patrimonio culturale del territorio.

La cerimonia, presieduta dalla direttrice dell’Antiquarium Arborense, la professoressa Carla Del Vais, ha rappresentato il momento conclusivo di un’iniziativa nata con l’obiettivo di incoraggiare gli studi dedicati alla città di Oristano e all’intero territorio provinciale, favorendo il coinvolgimento delle nuove generazioni di studiosi e studiose e rafforzando il legame tra ricerca accademica e comunità locale.

La commissione giudicatrice, composta da Carla Del Vais, Anna Depalmas e Maura Vargiu, ha selezionato i migliori elaborati tra quelli presentati da candidati provenienti da università italiane e straniere.

Per la sezione dedicata alle tesi di laurea triennali e magistrali il primo premio è stato assegnato a Ilaria Pisano, dell’Università degli Studi di Cagliari, per la tesi Paesaggi in transizione. Sperimentazioni di tutela nella Valle del Tirso. Il lavoro è stato apprezzato per l’attenzione rivolta ai temi della tutela e della gestione del paesaggio, affrontati come strumenti per coniugare conservazione e sviluppo sostenibile. Al secondo posto si è classificata Giulia Fanari con la ricerca Tharros: ceramica sigillata dagli scavi dell’Università di Cagliari nell’Area K (campagna 2021, Area 3 e 4), un contributo che arricchisce la conoscenza di uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna attraverso l’analisi dei materiali provenienti dagli scavi più recenti. Terza classificata Martina Cau con lo studio Studio bioarcheologico delle patologie dentarie in Sardegna come indicatori di salute, dieta e attività di sussistenza tra il Neolitico Medio e l’Età del Rame, che offre nuove prospettive sulla vita e sulle condizioni delle comunità preistoriche dell’isola.

Nella sezione riservata alle tesi di specializzazione e di dottorato il primo premio è stato attribuito a Carla Mulas per la ricerca Il Paleoambiente della Sardegna tra il VI e il V millennio a.C.: analisi palinologiche presso i siti di Su Carroppu, Su Mulinu Mannu e Gribaia, uno studio che contribuisce alla ricostruzione dei paesaggi e delle dinamiche ambientali della Sardegna preistorica. Il secondo riconoscimento è andato a Andrea Cadelano per la tesi di dottorato Costa Produttiva. Rotte progettuali per i territori della pesca e le borgate marine della Sardegna, dedicata alle prospettive di sviluppo e rigenerazione delle comunità costiere. Il terzo premio è stato assegnato a Laura Pisanu, della University of Melbourne, autrice dello studio Social Complexity and Maritime Connectivity in Nuragic Sardinia: the South Montiferru and the North Campidano, una ricerca che approfondisce il tema delle relazioni marittime e della complessità sociale nella Sardegna nuragica. [Graduatoria | Word]

Nel complesso, le ricerche premiate testimoniano la vitalità degli studi dedicati all’Oristanese e alla Sardegna, affrontando temi che spaziano dall’archeologia alla pianificazione territoriale, dalla bioarcheologia agli studi paleoambientali, fino all’analisi delle reti di relazione e dei paesaggi culturali. La qualità degli elaborati conferma quanto la ricerca accademica possa rappresentare uno strumento prezioso per accrescere la conoscenza del territorio e offrire nuove chiavi di lettura per la sua tutela e valorizzazione.

Con il Premio nazionale la Fondazione Oristano e l’Antiquarium Arborense rafforzano un percorso condiviso che vede nella cultura un investimento strategico per il futuro. Accanto alla conservazione e alla gestione del patrimonio, emerge infatti con forza la volontà di sostenere la produzione di nuova conoscenza, favorire il dialogo con il mondo universitario e creare occasioni concrete di crescita per giovani ricercatori e ricercatrici, affinché il patrimonio culturale continui a essere una risorsa viva per la comunità e per le generazioni future