A soli dieci giorni dall’inaugurazione, la mostra “L’anima della forma. L’arte ceramica di Antonio Corriga” registra già un risultato significativo, accogliento un numero importante di visitatori e confermando un interesse diffuso che va oltre i confini cittadini, con presenze provenienti da tutta la Sardegna.
Allestita negli spazi di Palazzo Arcais, in Corso Umberto, l’esposizione, curata da Sabina Corriga e Antonello Carboni , propone un approfondimento su una fase meno conosciuta ma di grande rilievo della produzione di Antonio Corriga, focalizzandosi in particolare sulla sua attività ceramica sviluppata tra la fine degli anni Quaranta e il decennio successivo.
Il buon afflusso registrato in questi primi giorni testimonia l’efficacia del progetto culturale, capace di attirare non solo appassionati e studiosi, ma anche un pubblico più ampio, curioso di riscoprire una pagina importante dell’arte sarda del Novecento.
La mostra si inserisce infatti in un più ampio percorso di valorizzazione delle figure della cultura oristanese, proseguendo idealmente il lavoro avviato con l’esposizione “Antonio Corriga. Idea e Progetto” del novembre 2025.
Il percorso espositivo mette in luce una produzione artistica spesso trascurata, ma fortemente innovativa rispetto alla tradizione ceramica locale. Le opere presentate rivelano una ricerca originale, capace di rinnovare il linguaggio dei manufatti dei figoli e di lasciare segni ancora oggi riconoscibili, sia in ambito privato sia in spazi pubblici cittadini, come la fontana del Mercato Civico.
Accanto al valore estetico delle opere, la mostra offre anche una chiave di lettura storica, permettendo di rileggere la vicenda artistica di Corriga nel contesto della Sardegna del Novecento, attraversata da profondi cambiamenti e da un vivace dibattito sull’identità culturale.
Formatosi al Regio Istituto d’Arte di Sassari sotto la guida di maestri come Filippo Figari e Stanis Dessy, e successivamente perfezionatosi a Firenze, Corriga ha sviluppato un linguaggio capace di spaziare tra pittura, incisione e ceramica, mantenendo sempre un forte legame con il folclore, il sacro e le tematiche sociali.
All’inaugurazione, lo scorso 17 aprile, ha contribuito anche l’intervento musicale di Ambra Pintore, accompagnata da Roberto Scala, che ha arricchito l’evento con un momento artistico particolarmente apprezzato dal pubblico presente.
Soddisfazione è stata espressa anche dalle istituzioni. «Con questa mostra – ha dichiarato il sindaco Massimiliano Sanna – proseguiamo un percorso di valorizzazione dei protagonisti della cultura oristanese. Antonio Corriga rappresenta una figura centrale della nostra identità artistica e riportare alla luce la sua produzione ceramica significa offrire ai cittadini una nuova chiave di lettura della sua opera e della storia culturale della città».
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Simone Prevete, che sottolinea come l’esposizione «consenta di riscoprire un aspetto innovativo della ricerca di Corriga, capace di dialogare con la tradizione ma anche di superarla, rafforzando il legame tra la comunità e il proprio patrimonio culturale».
La mostra, aperta fino al 31 maggio 2026, si conferma dunque come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della stagione, capace di coniugare qualità scientifica e partecipazione pubblica, e di riportare al centro dell’attenzione una figura fondamentale dell’arte sarda.



