Sartiglia 2026: il ringraziamento della Fondazione Oristano alla città

La Fondazione Oristano ringrazia la città e tutte le professionalità che hanno contribuito alla Sartiglia 2026, una festa ricca di storia, tradizioni e lavoro condiviso. Un grazie particolare va a chi l’ha raccontata con uno sguardo completo e rispettoso, attento anche ai momenti più delicati. La Sartiglia resta un patrimonio vivo della comunità, capace di unire identità, partecipazione e futuro.

La Fondazione Oristano saluta la conclusione dell’edizione 2026 con un sentimento di profonda gratitudine verso la città di Oristano e verso tutti coloro che, nonostante il freddo intenso e le previsioni meteorologiche avverse, hanno partecipato con straordinaria presenza e partecipazione. L’alta affluenza registrata conferma ancora una volta la forza di un rito che continua a essere cuore pulsante dell’identità cittadina e patrimonio condiviso della comunità. 

Sul piano tecnico, la Sartiglia ha offerto risultati di grande rilievo. La corsa di domenica, guidata dal Componidori Daniele Mattu del Gremio dei Contadini, ha totalizzato 14 stelle. La corsa di martedì, con Su Componidori Graziano Pala del Gremio dei Falegnami, ha registrato 10 stelle, cui si aggiungono due stelle d’oro, a testimonianza della qualità della prova e della dedizione dei cavalieri.

Accanto ai protagonisti della corsa, la Fondazione desidera rendere omaggio al ruolo centrale delle famiglie dei gremi, che con impegno costante accompagnano e sostengono i cavalieri adulti e i più giovani. Intorno alla Sartiglia si sviluppa un lavoro che dura un anno intero: la cura degli abiti e dei costumi, l’attenzione agli animali, gli allenamenti, le spese, i sacrifici, le riunioni, lo studio delle tradizioni e dei dettagli che rendono ogni edizione unica. È una comunità che si incontra, che prepara, che custodisce e tramanda: un tessuto umano che rende possibile ciò che il pubblico vede solo nei giorni della festa.

A dare ritmo e solennità alla manifestazione contribuiscono anche le musiche della tradizione: tamburini e trombettieri, il corteo di Eleonora, i colori del gruppo folk e degli abiti oristanesi che rievocano la storia della città. La loro presenza scandisce il passo della festa e ne amplifica la dimensione rituale, accompagnando la Sartiglia nel suo svolgersi e nel suo farsi memoria collettiva.

Con loro, un grazie va ai tanti cavalieri adulti e ai più giovani, e alle amazzoni, che si sono distinte per ardimento e abilità. Un ringraziamento speciale va alle ricamatrici e alle sarte che hanno preparato gli abiti sfilati con tanta eleganza; alle mani pazienti che hanno realizzato rosette e decori dei cavalli; alle cuoche e ai cuochi che hanno accolto con gioia migliaia di visitatori in città e nelle scuderie, offrendo lecornìe, sorrisi e ospitalità secondo tradizione, facendo assaporare il vero spirito di condivisione che la Sartiglia incarna. Un ringraziamento va alla città intera, che ha saputo rimanere composta ed elegante anche nei momenti più complessi.

La Fondazione Sartiglia rivolge un ringraziamento sentito alle operatrici e agli operatori della comunicazione, dell’immagine e dell’informazione: giornalisti, fotografi, videomaker, tecnici delle dirette, redazioni locali e nazionali. Il loro lavoro, svolto con competenza e sensibilità, ha permesso di raccontare la Sartiglia dentro e fuori i confini della città, diffondendo non solo le immagini e le emozioni della corsa, ma anche quello spirito profondo che da secoli la sostiene e la rinnova.

Un ringraziamento speciale a quanti hanno scelto di esercitare uno sguardo completo, attento e rispettoso, capace di cogliere e restituire la ricchezza della Sartiglia insieme ai suoi momenti più complessi, evitando semplificazioni non rispondenti alla verità sostanziale dei fatti.

A tutti e tutte va il grazie della città e l’ammirazione di quanti hanno saputo fare squadra, onorare Oristano e sostenere chi ha lavorato per dare lustro alla manifestazione. Si potrà dire che ci sono tanti aspetti da migliorare e che molto si deve ancora fare. Lo diremo sempre e contiamo di non essere mai sufficientemente paghi. Tuttavia, ciò che riteniamo importante è il lavoro che insieme, tutta la città, ha saputo fare anche in termini di ricaduta economica e professionale, di immagine e di ritorno.

Perché la Sartiglia e la nostra storia sono certo parte connotante il nostro patrimonio materiale e immateriale, ma siamo convinti che debbano poter essere uno dei possibili motori attrattivi di sviluppo e risorsa economica per la nostra città, il nostro territorio, i nostri giovani.

Un ringraziamento doveroso va a tutte le istituzioni che hanno saputo collaborare, superare ogni ostacolo per la buona riuscita della manifestazione, ai tantissimi Volontari, alle Forze dell’Ordine, ai Servizi Sanitari, ai tantissimi che, con impegno e responsabilità, insieme al Comune di Oristano e alla Fondazione Oristano hanno reso possibile questa edizione. 

La Sartiglia è un patrimonio vivo della comunità, un rito che attraversa le generazioni e si rigenera grazie alla partecipazione e alla cura condivisa.

È questa continuità, radicata nella storia e proiettata nel futuro, che, appena conclusa l’edizione 2026, invita Oristano a volgere lo sguardo avanti e a prepararsi alla prossima.

Atrus annus mellus a tottus